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Quattro maggio ¹
Mobili e vettovaglie
sopra carrettini
o camion fumanti
trasportar la vita altrove
in case nuove
a volte migliori
comunque diverse.
L'odore acre del diesel
nel cortile un saluto
al portiere, ai compagni
una vana promessa:
rivedersi al più presto.
Un addio attraverso un finestrino
a quei luoghi noti
di cui conosci ogni piega.
a quel portone
a quelle pietre
a quegli antri
a quel balcone.
Un addio alla porta
disegnata sul muro
che tante volte hai segnato
che tante volte hai odiato.
Un addio
ai compagni di giochi
a quelli più amici
a quello più bullo
a quello più grande
a quello più piccolo.
Uomini frettolosi
sisteman le cose
con sforzi tremendi
salgon le scale
armadi, comò
oggetti e merletti. |
Tutta una vita
che si muove
che viene profanata
spinta
spostata
infine si assesta.
Nuovi ambienti esplori
mentre dirada il viavai
le stanze assumon
un'aria più nota
da un mobilio
che ti lega al passato.
Passato da poco
ma già lontano
perché non tornerà.
Affidi la tua ansia
ad un pupo di pezza
lo guardi
lo muovi
lo tiri
gli parli.Suonan la porta
il focolare si accende
una tavola malmessa
infine,
una cena sommessa
con una luce
fatta da un filo
provvisoria e triste.
Il giorno dopo,
dietro ad una ringhiera,
scrutar timidamente
il nuovo cortile
veder bambini mai visti
saltar con la corda
inseguire una palla. |
Cercar di rubarne
i nomi,
legami,
le espressioni,
nuove simpatie
nuove antipatie.
Poi farsi coraggio
scender
lentamente le scale
uscire alla luce
avvicinarsi.
Ripetere il proprio nome
ad ogni richiesta
ascoltare i commenti
scrutar le espressioni
per farsi un'idea
per dare un'idea.
I rumori,
le facce
i colori, gli odori
tutto nuovo
per i tuoi sensi.
Poco a poco,
diventerà usuale
con la paura
di un quattro maggio
che ti porterà,
di nuovo,
per un nuovo dove
senza capirne
il perché.

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